Enrico Elena

Enrico Elena

sabato 4 settembre 2010

Casa dolce casa




Finalmente siamo a casa, stremati ma felici.
Dall'arrivo all'aereoporto di Bogotà di ieri alle 13 ora di bogotà le 20 italiane siamo arrivati a Venezia alle 10 ora di Bogotà le 17,15 italiane dopo circa 13 ore di viaggio effettuate pricipalmente di notte.
Grazie a tutti per il vostro sostegno ci sentiamo appena ci riprendiamo a presto
La Nuova famiglia Sambo Busatto

mercoledì 1 settembre 2010

HOY NO SE PUEDE SALIR!




HOY NO SE SALE …..

Ebbene sì , era tutto pronto per la nostra partenza, in coda per il cheek-in , così pensavamo ed invece : volo cancellato!!!!
Con i voli non siamo fortunati, fatto sta che il volo è stato spostato al pomeriggio di Venerdì 3 settembre e arriveremo a casa Sabato pomeriggio 4 Settembre voli permettendo.
Speriamo che vada tutto bene venerdì 3 settembre visto che è il nostro ultimo giorno di permesso per lasciare la Colombia: eh sì perchè per chi non lo ricordasse ci hanno rubato i passaporti e quindi , mentre per i bimbi è stato faticoso ma semplice rifare i passaporti, per noi invece cittadini italiani ci hanno fatto un permesso speciale di rientro per non rifare i passaporti che avrebbero richiesto le lungaggini burocratiche. Il punto è che il permesso, rilasciatoci il 31 agosto dura solo 3 gg e se non partiamo entro il 3 settembre ci tocca riandare all'ambasciata e richiederlo OTRA VEZ …..e fermarci qui ancora...
Venerdì quindi sarà l'ultimo giorno utile per andarcene dalla Colombia. Per fortuna ci siamo portati le carte di identità (su mia insistenza..) e queste ci permetteranno di passare attraverso l'aeroporto di Parigi dove faremo scalo prima di arrivare a Venezia.
Oggi ho girato sola solita ..per l'aeroporto di Bogotà passando attraverso 3 uffici per spiegare il ns problema perchè il ns angelo custode Janneth (esasperata pure lei da queste vicissitudini) aveva altri impegni di lavoro e inoltre l'autista che ci ha accompagnati non poteva attendere (qui devono alternarsi con targhe differenti durante la settimana – e quindi cambi vari di auto personali e di amici..). Madre de Dios ….mi sono fatta il mio piantino di stanchezza e poi via alla carica per chiarire il tutto e per fare in modo che venerdì non ci siano altri problemi...
Siamo stati mandati in un hotel per almuerzo (pranzo) e poi in un altro hotel per due gg fino a venerdì a spese della compagni aerea naturalmente!!!
Que pena!!!
Che dire ...i bimbi oggi erano un po' stanchi e sballottati …...e noi un po' nervosi!!!
Domani è un altro giorno e approfitteremo per andare a visitare la CATEDRAL DE SAL DE ZIPAQUIRA' : unas de la maravillas de Colombia con il fratello di Janneth che gentilmente ci accompgnerà.
Diego e Lucia hanno già toccato il suolo italiano...que buena suerte!!!
Questo paese non vuole lasciarci andare. Attenderemo fiduciosi.
I giorni di permanenza qui saranno 46.
A voi tutti che posso dire ….alla prossima puntata perché pare che la famiglia Sambo sia un po' incasinata in fatto di avventure...
Elena y familia

domenica 29 agosto 2010

Complesso di Edipo?




Carissimi tutti,
eccomi qui dopo un bel po' di avventure e disavventure...ora la bota italica (lo stivale italico) come la chiamano i ns ninos ci manca proprio....abbiamo voglia di rientrare.
E mentre attendiamo il 1 settembre - giorno di partenza - visitiamo, giriamo, ci incontriamo con altre coppie, andiamo in piscina, frequentiamo luoghi di giochi interattivi come il Maloka e il Divercity....Mai viste in Italia così tante attività dedicate ai più piccoli e agli adolescenti.
Bogotà è ben attrezzata in questo senso.
Ma vorrei dedicare lo spazio di oggi all'argomento del titolo. La piccola peste che il destino ci ha riservato continua a metterci alla prova ma in modo sempre meno intenso. Sembra molto più sereno, anche se il caratterino si mantiene tosto.
Il pequenito in questione si infastidisce pure quando io e papà ci scambiamo qualche coccola (sempre più diradate in questo ultimo periodo) intromettendosi fra noi e dicendo a papà "esa es mi novia" - questa è la mia ragazza - Manda via il papà - pur essendo innamorato del suo papà, compagno di giochi continui - e gli dice vai via perchè la tua novia (ragazza) è mamma Lucia - la mamma dei suoi fratelli - (oppure l'avvocata Angela) e non vuole sentirsi dire che siamo sposati. La mamma è mia - dice - e mi riempie di bacetti pur di bloccare le coccole di papà. Quindi cerca per il papà un'altra donna. Teniamo presente che gli unici momenti affettuosi che mi riserva sono questi perchè il resto lo dedica tutto a papà.
Dagli studi fatti tanti anni fa mi pare che siano i bimbi abbastanza piccoli a desiderare di essere gli amanti esclusivi della mamma e tendono a eliminare il papà e viceversa per le bimbe.
Probabilmente in Germàn questo evento sta prendendo piede qualche anno dopo rispetto a quello che la psicologia infantile prevede.
La bestiolina, vulcano in eruzione continua, però offre spunti per parlare con Nelson, il quale dopo le dichiarazioni del fratellino ci chiede esattamente quando ci siamo sposati e ha scoperto che ci siamo sposati nel 1994 e che lui è nato 4 anni dopo: era tutto sorpreso e divertito.
Nelson si comporta sempre da ometto - però qualche piccolo cedimento inizia ad averlo - l'altra mattina mi ha chiesto di mettergli i calzini e io l'ho fatto volentierissimo perchè finalmente qualche volta dimostra anche lui di aver bisogno della mamma e di tornare ad essere un po' più piccolo.
Nelson inoltre è gelossissimo del papà quando gioca con Germàn e papà Henry deve gestirsi situazioni veramente complicate. Nelson gli sale sulla schiena mentre il pequenito schiamazza sopra la sua testa e si urtano, si spintonandosi perchè ognuno vuole la sua parte.
Sono sempre due piccole belve quando preparo la carne sui piatti: infatti non c'è il problema di avanzare cibo - specialmente carne - perchè ripuliscono anche il mio piatto appena mi giro per prendere altra pietanza o per parlare. Stiamo lavorando in questo senso per farli smettere di ripulire anche i piatti altrui perchè così va a finire che mangio ancora meno delle quantità che mi prefiggo di mangiare ad ogni pasto e non è poi un granchè piacevole da vedere.
Giorno dopo giorno ci sono miglioramenti e ci imitano in tutto, abitudini, gesti, espressioni.
Nelson vuole capire tutto quello che ci diciamo e si scoccia se non comprende quello che a volte ci diciamo in italiano. Io mi sono stancata di tradurre e spesso ci capita di parlare direttamente in spagnolo anche tra di noi.
Enrico sta migliorando molto il suo spagnolo lidense e ora vorrei dire che è proprio autonomo a spiegarsi con taxisti, e per chiedere informazioni ovunque....
I bimbi capiscono quasi tutto ciò che ci diciamo in italiano e Nelson è abbastanza autonomo nel rispondere al telefono agli zii Diego e Lucia...

Arriviamo presto e stiamo aspettando con ansia che il 31 agosto l'ambasciata ci rilasci il documento di permesso di viaggio che dura 3 gg per rientrare in Italia. Speriamo che il buon Dio guardi giù e che non ci siano altri problemi. Aida, la ns referente del Bienestar Familiar qui a Bogotà ci ha detto di non preoccuparci e noi confidiamo nel fatto che tutto proceda per il meglio per potervi abbracciare sopra l'amatissimo suolo italiano.

Hasta pronto!
Elena

giovedì 26 agosto 2010

Amicizia e Condivisione








Ciao a tutti, scusate il ritardo. Dal nostro arrivo qui a Bogotà non ci siamo più fatti vivi, questa finestra con il nostro mondo era chiusa. Avvenimenti importanti necessitavano della nostra massima attenzione e concentrazione. Cosa è successo .....
Al nostro arrivo a Bogotà, passiamo Bienestar Familiar che ci consegnano un certficato di conformità dell'adozione alle norme internazionali dell'AIA. Tutto procede per il meglio, è lunedì e i nostri referenti della Dimora a Bogotà ci dicono che venerdì si concluderà con il visto rilasciato dall'ambasciata l'iter burocratico. Siamo felici cominciamo a concretizzare il RIENTRO. Ora il nostro ultimo obiettivo è comprare i biglietti aerei per il rientro, siamo in possesso di una prenotazione per papà e mamma, manca quella dei due pargoletti. Arriviamo al nostro appartamento inserito in una mega struttura,nella parte nord di Bogotà è super sorvegliato, agli ingressi ci sono militari, che controllano ogni macchina in entrata con cani che segnalano la presenza di esplosivo.
L' appartamento è lussuoso con tutti i confort. Siamo tutti quattro + quattro visibilmente soddisfatti. Depositati i bagagli , ci fiondiamo in un centro commerciale giusto di fronte alla nostra struttura. Siamo affamati, la partenza alle sei del mattino senza colazione si fa sentire. Decido di portare con me i passaporti così appena finito il pranzo mi fiondo all'Air France per prenotare i biglietti. Nel centro commerciale c'è perfino un rivenditore di Cartier, è frequentato da europei e persone benestanti, anche qui tutte le entrate sono presidiate.Finalmete arriviamo al ristorante, sono tavoli da quattro ne scegliamo uno di fianco la finestra che da sulla strada. Arrivano i piatti sembriamo degli affamati, mi scappa una risata nel vedere la foga con cui mangia Elena, capita un paio di volte all'anno ed è piacere vederla così. I bambini sono sempre uno spettacolo vederli mangiare e vedere come si gustano le pietanze, sicuramente non usano il galateo a tavola ma un po' alla volta arriverà anche quello.
Mangio con il mio borsello a tracolla dopo una decina di minuti mi rendo conto però che è scomodo e decido di metterlo ai miei piedi vicino alla finestra.
Passano cinque minuti butto l'occhio e non c'è più. PANICO!!!!
Dentro ci sono tutti e quattro i passaporti, due carte di credito, due cellulari e due memory stick del PC.
Avvisiamo subito la sorveglianza, qualcuno ha visto una persona con fare sospetto con un borsellino come il mio andare verso i bagni, ma tutti i tentativi di ritrovarlo risulteranno vani. Elena mentre racconta l'accaduto all'ennesimo addetto alla sorveglianza scoppia a piangere, effettivamente nessuno di noi sa cosa accadrà adesso senza i nostri passaporti. Andiamo a fare la denuncia accompaganti da una dipendente della struttura dove alloggiamo. A circa 5oo metri dal centro commerciale c'è una struttura, diciamo un container con un tavolo e un poliziotto, poco fuori appoggiate a un muro dello stabile due sedie e su una di queste è seduta una signora che consegna i moduli di denuncia da presentare al poliziotto nel container. C'è la coda!!! La denuncia è necessaria per l'iter che dovremmo sostenere per la produzione dei nuovi documenti.
Non voglio tediarvi troppo con questa vicenda, vi risparmio il tentativo di ricatto che ha subito Aida la nostra referente della Dimora,. Hanno trovato il suo numero sul cellulare e i ladri hanno chiesto 3.000.000 di pesos (1.500,00 euro) per i nostri passaporti. Da qui parte una corsa contro il tempo, osteggiati dalla burocrazia ma attorniati da persone che ci hanno voluto bene, che ci hanno aiutato e si sono fatte in quattro per noi. La giornata di Martedì è stata intensissima. Davanti a noi lo spettro di rimanere qui altri 15 giorni. Corriamo in ambasciata per le procedure per il permesso di uscita dal paese, poi per la produzione dei passaporti per i bambini. Mezzo Miracolo scortate dai nostri Angeli custodi Aida e Jannet finanziati da Diego e Lucia riusciamo ad azzerare i danni procurati dal furto dei passaporti. Ultimo ostacolo martedì alle 17 scade la prenotazione per il 1° settembre. Alle 15.30 ad ufficio chiuso ci consegnano i nuovi passaporti dei bambini, alle 16,10 siamo tutti e quatro nell'ufficio dell'Air France. La situazione dei voli è DISASTROSA non si trovano posti disponibili, c'è disponibilità per il 12 settembre. Ci invitano a tentare di chiamare ripetutamente il call center per verificare se ci sono delle rinunce. Alle 16,40 vedo l'addetta Air France che comincia a battere freneticamente sulla tastiera del computer, penso che sia riuscita a prenotare per l'8 settembre ma non capisco. Mezzo Miracolo c'è stata una rinuncia abbiamo trovato posto anche per Nelson e German. Adesso si tratta di pagare circa 5.000,00 euro (10.000.000 di pesos colombiani)entro le 12 del mercoledì (il giorno dopo - max del tempo concesso) e senza carte di credito. Vi dico solo che fino a mezzanotte di Bogotà le 7 italiane, il trasferimento del denaro per l'acquisto dei biglietti era tutto nella mia testa, un sogno.
Con l'aiuto dei miei amici-colleghi,la mamma di Elena - svegliata a mezzanotte per avvertirla di seguire le operazioni in banca, Giuseppe referente della Dimora e l'insostituibile Diego nella parte di consulente e porta valori. Abbiamo costituito una task force pronta a tutto pur di raggiungere l'obbiettivo.
Dormo un pò di ore e alle 6,30 sono già in piedi a controllare l'andamento delle direttive. Tutto procede a meraviglia tutti danno il massimo e i soldi sono a Bogotà, bene! Alle 8,30 io e Diego, il suo aiuto e il suo appoggio è stato fondamentale andiamo a bere un caffè per studiare una strategia per non venir rapinati di tutti quei soldi in contanti. All'uscita del caffè sembriamo due sconosciuti secondo il piano, finchè si arriva allo sportello della Western Union dentro un supermercato vicino alla porta dove per fortuna c'è un'agente della sicurezza munito di pistola. Il posto è visibilissimo e io sto al piazzale antistante dove posso dominare la situazione. L'impiegata della Western Union è in difficoltà, troppi soldi e deve chedere delle autorizzazioni. Staremo lì una ventina di minuti, nel frattempoio faccio due spese per non dare troppo nell'occhio.Finalmente consegnano i soldi a Diego che li pone in un sacchetto di plastica. Ci incamminiamo come due persone che hanno appena fatto la spesa. La parte più rischiosa è andata, da qui in poi taxi e pagamento dei biglietti aerei.
Lo stress è stato notevole ma la felicità di aver raggiunto l'obbiettivo e con questo l'avvicinisarsi della nostra casa è massima.
La sera ricevo delle cosiderazioni su quando accaduto da chi ha partecipato all'operazione e mi commuovo e con me Elena per la presenza di tante persone che ci vogliono bene. Ora pensando a questi giorni vedo tutte le persone che mi sono state vicine. Tutte persone che hanno agito con il cuore. Persone che stanno condividendo con noi questo cammino a volte gravoso ma che ci rivela quanto Amore c'è in ognuno di noi e quanta voglia c'è di donarlo.
Grazie a tutti, e a presto, forse a qualcuno è sfuggito ma il 2 settembre nel pomeriggio saremo in Italia.
Ciao
Enrico Elena Nelson e German

venerdì 20 agosto 2010

que le vaya bien



Questo è il saluto di commiato che si usa qui in Colombia. Le prime volte che mi veniva rivolto non vi nascondo che mi toccava profondamente.
Pensavo fosse riferito alla mia adozione e quell'augurio dimostrava affetto e partecipazione. Adesso ci faccio meno attenzione ma la gente di qui è veramente socievole e disponibile. Nonostante la nostra vita qui sia concentrata fortemente sul nucleo familiare e sulla sua salvaguardia, i contatti con i locali sono amabili, altro termime molto usato qui. Abbiamo incontrato persone oneste che vogliono lavorare in ambiente sicuro e si adoperano per questo. Noi giriamo tranquillamente per la città ovviamente con le precauzioni che usiamo quando giriamo per città con squilibri sociali. Ho assistito ad uno scippo di un cellulare, ma quello che mi ha colpito è stato l'intervento della gente, il ladron è stato rincorso dalla gente preso, menato e per fortuna è prontamente arrivata la polizia (c'è una presenza capillare)a salvarlo. La Colombia in questi ultimi anni ha visto un progresso notevole e il benessere delle famiglie sta crescendo, tutto ciò non avrebbe potuto accadere se non fosse cresciuta la SICUREZZA.
Come vi dicevo la gente di qui è aperta e noi non abbiamo voluto essere da meno.
Qui a Manizales ci sono più di mille taxi ed è il mezzo di trasporto più usato, il prezzo di una corsa va dai 2 ai 5 euro, quindi per noi è molto comodo.
Durante una di queste corse, (da non perdere l'intervento di Lucia sul suo Blog sulle situazioni che si creano in taxi) abbiamo conosciuto Miguel, un taxista discreto, con il patentino di guida turistica che ci ha colpito per la sua disponibilità e gentilezza. Fatto sta che ci ha dato il suo numero di cellulare ed è diventato il nostro taxista di fiducia. Dopo qualche giorno che abbiamo usufruito del suo servizio, ci ha invitato a casa sua su un barrio vicino a Manizales.
Il taxista in questione è un ragazzo sui quarant'anni sposato (con un bimbo che vive in un altra regione della Colombia assieme alla moglie) che attualmente vive con i genitori anziani. Veniamo assaliti sul fatto di andare a casa dei suoi genitori (Elena infatti d'accordo con Lucia le chiede di telefonare per una certa ora - questione di tranquillità) da qualche dubbio ma accettiamo.
Siamo accolti dal papà settantacinquenne, ha lavorato nei campi e poi 20 anni nell'esercito fortunatamente senza scontri con la guerriglia, come ci dice. Ci parla con orgoglio dei suoi cinque figli appunto Miguel e 4 sorelle di cui 2 laureate, una in scienze informatiche che lavora in una banca e l'altra avvocato. L'abitazione è semplice, ci portano fino in terranza dove c'è una bella vista, ci dice che da lì nei giorni di buona visibilità si può vedere il nevaio Ruiz. Per arrivare alla terrazza attraversiamo tutta l'abitazione della casa, passiamo dalle camere da letto dei genitori e i bambini toccano tutto.
Ci scusiamo, ma la risposta da parte loro è "mi casa es su casa". Ci siamo sentiti coccolati e ricoperti di attenzioni.
I nostri figli vengono da questo paese, un paese solare, pieno di risorse e disponibile verso il prossimo.
Questa gente è onesta e desidera vivere in modo retto tranquillo. In certi frangenti anche troppo tranquillo con ritmi lenti che farebbero rabbrividire i famigerati lavoratori del Nord-Est.
Generalmente si pensa alla Colombia come quando si pensa all'Italia mafiosa.
Sicuramente ci saranno degli squilibri sociali e delle situazioni non facili ma è un Paese in forte sviluppo e miglioramento.
Lunedì partiamo per Bogotà per svolgere l'ultima fase burocratica.
Ci risentiamo presto.
Enrico

mercoledì 18 agosto 2010

Quel giorno alle isole Rosario





Carissimi tutti,
mi accingo a rivivere con tutti voi quel giorno di vacanza sotto il sole caraibico e un mare cristallino di isole meravigliose che per sempre rimarranno nei nostri ricordi, per aiutare in particolare i futuri genitori adottivi.
Rivivo quei momenti con ansia. Ringrazio Monica (la ns assistente sociale per chi degli amici non lo sapesse) per avermi messa in allarme durante uno dei corsi in preparazione per coppie in partenza. Mi sono tornate in mente le sue parole in modo chiaro e vivido - queste le sue parole : " Non siate mai felici di vedere i vs figli adottati che stringono facilmente amicizia con estranei o che siano particolarmente aperti con altri al di fuori della famiglia". Nei primi tempi infatti, ci spiegava Monica è particolarmente importante far capire ai cuccioli che la vs famiglia siete voi, uniche e insostituibili figure di riferimento. Finchè i cuccioli non acquisiscono questa capacità di discernere chi saranno i genitori per sempre è importante fare le mamme e papà chioccia. Non bisogna lasciare altri spazi aperti: solo quello della famiglia per il momento.
Infatti quel giorno alle isole Rosario durante una sosta in una di quelle perle dell'oceano Pacifico il nostro pequenito Germàn viene avvicinato da 3 ragazze messicane che si erano offerte gentilmente di farci una foto. E fin qui tutto bene.
Poi nella piscina dell'isola si sono messe a giocare con Germàn e Nelson, io stavo scegliendo con un artigiano del posto alcune collane ed Enrico invece seguiva da vicino la scena. Le 3 tipe scherzavano, giocavano, proponevano cantilene facilitate chiaramente dalla lingua: ALTRO CHE CARATTERE SOCIEVOLE, non fatevi ingannare da questo come diceva Monica! Enrico mi fa presente che secondo lui sono maestre perchè sono particolarmente brave con il piccolo. Anche Nelson si diverte ma ogni 5 minuti torna da noi per avere conferme che noi puntualmente soddisfiamo. Nelson nel frattempo recupera la maschera e le pinne abbandonate ai bordi della piscina da Germàn con cui tanto si era divertito con papà a giocare fino a due ore prima.
Io sono verde dalla rabbia e piuttosto nervosa: la faccenda non mi piace! Mi frullano in testa le parole di Monica. Enrico pare ancora sereno e io gli dico che tutto questo non mi piace.
Finalmente il capitano della ns imbarcazione chiama tutti e dice che dobbiamo rientrare in barca per ripartire per un'altra spiaggia caraibica.
Ah ...respiro profondamente e penso finalmente ci liberiamo di queste 3 tipe: NIENTE AFFATTO!!! Le tipe fanno parte della ns stessa imbarcazione. Inizia a innervosirsi anche Henry in quale aveva fatto BINGO !!! infatti due di queste belle tre messicane sono maestre nella scuola primaria del loro paese e sono qui in vacanza!In barca queste si siedono dietro a noi e il ns pequenito gioisce e continua a dirmi "mamma quando arriviamo in spiaggia voglio stare con mie amiche del Messico. Henry ora è visibimente seccato. Prendo in mano la situazione e parlo con una di loro spiegando che siamo genitori adottivi e che questa per noi è una fase delicata per noi e per l'identificazione da parte dei cuccioli con la loro famiglia. Penso sicuramente capiranno! Due di loro fanno un po' di retromarcia ma una va avanti con tante smanfrine ......e Germàn che ha un musetto che conquista fin l'ultimo dei burberi non si tira indietro...gioca, si diverte, canta con la tipa. Questo bimbo ha sempre conquistato le persone che gli giravano intorno all'Istituto prima e poi in casa sostituta in questo modo ...era il suo unico modo di attirare le persone intorno a lui e di conquistare un po' di affetto. Noi tutto questo lo capiamo, ci hanno preparato anche a questo ma viverlo vi assicuro che è terribile!!! Uno dei pomeriggi peggiori. Nelson ci sta a fianco e non ci molla mai. E' serio pure lui...chissà cosa pensa ma in questo momento le ns forze sono concentrate sulla piccola peste che una volta sbarcato sulla spiaggia comincia a urlare che vuole andare a giocare con le sue amiche.
Cari amici, questo ci è successo e vi assicuro, che tutti e due sono così incollati al papà ..lo imitano in tutto, giocano, vogliono la sua presenza sempre. Questo fatto ci aveva impensieriti parecchio e destabilizzati un po'.
Henry questa volta prende in mano la situazione e porta i suoi cuccioli in in mare con maschera e pinne per vedere l'infinità di pesci colorati che già ci aveva affascinati in mattinata.
Germàn punta i piedi, in acqua fa i capricci, non vuole nuotare con noi....Ci rovina la festa...suo fratello è seccato. Tutti fuori dell'acqua con "predica" di mamma e papà che gli dicono che noi siamo la sua famiglia e che vogliamo stare tutti uniti e giocare insieme. Passa di là un venditore di gelati, la ns salvezza. Compriamo 4 gelati e due con dei giochini che a loro piacciono tanto. Germàn si perde un po' con la faccenda del gelato + giochino (in certi momenti tutto è utili anche i gelati pieni zeppi di coloranti da non riuscire a togliere il colore verde dalla bocca di Germàn).
Finalmente si riparte per il viaggio di ritorno e la tipa gioca ancora un pò con lui ma Germàn controlla anche le ns reazioni. Noi siamo fermi. Riserviamo un po' di attenzione anche a Nelson ora. Per fortuna Germàn è stanco e si addormenta.
Le 3 belle tipe messicane ci regalano delle monetine messicane e noi diamo loro in modo freddo alcuni euro. Volevo ammazzarle.
Ci danno anche le loro mail perchè vorrebbero comunicare con noi.
Ne parlo con Lucia in serata e anche lei mi dice che ha avvertito lo stesso pericolo in piscina del suo hotel con persone del posto che dedicano fin troppe attenzioni ai cuccioli. E lei naturalmente si è tuffata a giocare con i propri figlioli stoppando subito la situazione.
Il problema che tutti 4 noi genitori abbiamo notato qui, è che tanta gente, si permette fin troppo, e fanno tante domande: vedono due genitori visibilmente diversi dai loro cuccioli e quindi si spingono in là quasi a difendere le loro identità nazionali. Anche i taxisti fanno domande e il mio Nelson vedo chiaramente che si secca e l'altro giorno mi ha detto "voi avete due colombiani" e poi ha chiarito dicendo "mio fratello è colombiano" io NO. Allora poi gli abbiamo spiegato che lui sarà italiano a tutti gli effetti e vivrà con noi a Cittadella, e che noi amiamo questo paese moltissimo.
Ora tutti noi genitori tagliamo corto con questa gente invadente che sicuramente non ci aiuta anche se credono di farlo!!!
Ora vi lascio e grazie per la pazienza di seguirci e spero di essere stata utile ai futuri genitori adottivi dando sostegno a ciò che ci ha sempre detto Monica.
Con l'affetto che sempre riservo a tutti voi..
Elena

domenica 15 agosto 2010

In attesa del ritorno





Oramai è quasi un mese che siamo qui, la vita familiare con tutte le sue vicessitudini ha fatto volare il tempo.
Per fortuna la parte burocratica sta procedendo bene e non ci sono stati intoppi particolari per le nostre pratiche.
Venerdì 13 siamo stati al Palazzo di Giustizia a ritirare la sentenza definitiva di adozione con la quale, per capirci, i bimbi hanno assunto i nostri cognomi.
Qui in Colombia i piccoli prendo i cognomi del padre e della madre.
Martedì 17 con questa sentenza, si andranno a rifare i certificati di nascita dei nostri bimbi, documenti necessari affinchè giovedì 19 si possano fare in giornata i passaporti. Dopo di che tra una settimana, dieci giorni si dovrebbe ritornare in Italia. Incrociamo le dita, speriamo non ci siano intoppi. Purtroppo per le linee aeree quei giorni saranno "caldi", sembra non ci siano disponibilità. Stiamo vagliando anche la possibiità di ritornare separati due a due. Valuteremo a tempo debito anche questa possibilità.
Come avete capito nonostante la nostra capacità di cogliere le opportunità che questo splendido paese ci offre, abbiamo voglia di ritornare tra di voi.
Ieri abbiamo approfittato per fare una bella gita a cavallo. Ad appena 15 minuti di macchina da dove abitiamo, si apre una natura incontaminata. Davanti ai nostri occhi ci sono tutta una serie di colline verdeggianti, qua e là vacche al pascolo. L'aria è pura e l'acqua viene direttamente dal nevaio Ruiz. Che spettacolo !
La nostra gita ha il ritmo lento delle salite e discese che questo scenario offre. I docili cavalli che ci portano contribuiscono all'armonia di questo luogo.
Al termine della passeggiata tutti al ristorante, attorniati dai colibri. Il ristorante all'aperto ha appeso dei piccoli contenitori forati nella parte superione dove i colibri possono succhiare una bevanda appositamente preparata per loro.
E i bimbi ???
Perfettamente a loro agio, sono nel loro ambiente.
Dopo l'intervento di Elena, di fronte ad un ennesimo capriccio di German si sono tranquilizzati parecchio. E' stata molto brava, perchè ha spiegato loro che sarà la loro mamma per sempre e che gli sarà sempre vicino.
Questi interventi sono utili a tutti e due i bambini, la spiegazione per uno vale anche per l'altro.
Unico neo è stato nel rientro a casa. Erano stati avvisati che dopo le vacanze del mare e la gita a cavallo al nostro rientro avremmo fatto una mezzoretta di compiti.
Elena gli ha messi assieme nello stesso tavolo: German scrivere le lettere dell'alfabeto, Nelson a scrivere alcune frasi.
Come riscaldamento un ripasso sui colori, mesi e sport. E' risultato molto stimolante per il piccolo un pò meno per il grande.
Il grande mentre stava scrivendo delle frasi a un certo punto è scoppiato a piangere.
E' la prima volta che succedeva. Dopo un pò siamo riusciti a farlo smettere facendogli capire che stava svolgendo bene il suo compito, come effetivamente stava facendo. Abbiamo provato separatamente ad approfondire il motivo di questo suo sfogo ma senza successo.
Abbiamo pensato che forse il motivo poteva essere il suo inserimento a scuola in ritardo rispetto ai coetanei. Forse non accetta il confronto con i più piccoli.
Fatto sta che anche Elena ci è rimasta male e ha dormito male.
Speriamo di tornare presto in Italia,
A presto
Enrico